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Vieni a scoprire un mare stupendo sulla Costa Ionica a Brancaleone images\brancaleone\foto branc\brancaleone-40.jpg
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Appartamento affittasi in villa, 100 mq, pian terreno, ingresso indipendente, ampio soggiorno con cucina a vista, 2 camere da letto, bagno (doccia), 3/4 posti letto, veranda con giardino e possibilità della doccia all'esterno, in una via centrale tranquilla e mare a 200 m. Dotato di frigo-congelatore, televisore satellitare, asciugacapelli, zanzariere, forno elettrico, caminetto, posto auto.
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Appartamento di nuova costruzione affittasi in villa, 65 mq, pian terreno, ingresso indipendente, ampio soggiorno con cucina a vista, camera da letto (2/3 posti letto), bagno (doccia), doccia anche in giardino, sito in una via centrale tranquilla e mare a 200 m. Dotato di frigo-congelatore, televisore satellitare, asciugacapelli, zanzariere, microonde, ventilatore, posto auto.
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Come si arriva: Auto: da nord Autostrada A3 SA-RC uscita Rosarno strada GC (Jonio-Tirreno), SS Jonica 106 / E90 direzione RC fino a Brancaleone; da Sud SS106 / E90 direzione Taranto fino a Brancaleone. Treno: Stazione ferroviaria di Brancaleone 500 m.
Aereo: Aeroporto di
Reggio Calabria 60 km, Aeroporto di Lamezia Terme 150 km.
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Numeri Utili Comune di Brancaleone: via Regina Margherita, tel. 0964 933008 Guardia Medica: via Milite Ignoto, tel. 0964 933422 Pronto Soccorso ASL n 9: Ospedale Locri, Contrada Verga, 27 tel. 118 / 800 294553 Presidio Ospedaliero: Melito di Porto Salvo Corso Garibaldi, tel. 0965 783394 / 0965 781262 / 0965 781581 Farmacie: Brancatisano Francesca Corso Umberto I, 56 tel. 0964 933825. Infantino Concetta via Razzà, tel. 0964 933171 Ufficio Postale: Poste Italiane spa, via Regina Margherita, 32 tel. 0964 933260 Istituti di Credito: Monte dei Paschi di Siena: Via Nazionale ABI: 01030 CAB: 81320, Carime: Via Zelante ABI: 03067 CAB: 81320
Carabinieri: tel. 0964 933001 Polizia Stradale: tel. 0964 934087 Guardia di Finanza: tel. 0964 933006
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ASPETTI PAESAGGISTICO-CULTURALI
IL POETA CESARE PAVESE E BRANCALEONE
Cesare Pavese venne confinato a metà degli anni Trenta a Brancaleone in Calabria (1935 - 1936). Terra grecanica per formazione geografica e per spessore storico. Un piccolo lembo di Calabria in cui l’etnia dei grecanici è ancora abbastanza evidente. E il linguaggio (il cosiddetto modello etno – linguistico) costituisce insieme a forme di tradizione un inciso culturale abbastanza marcato. Qui Pavese consumò i suoi giorni da confinato e per lo scrittore piemontese tutto era greco. Persino le donne che con il loro passo di danza andavano alla fontana con l’anfora in testa. In una lettera alla sorella Maria, Pavese racconta frammenti di luogo definendo tutto il contesto come una ambientazione greca. Il mare, la terra rossa, la gente, la lingua, gli usi. E tutto ciò si evince nel suo romanzo che i giorni vissuti a Brancaleone gli hanno dettato. Ci si riferisce a "Il Carcere", al quale il regista Mario Foglietti ha dedicato un film per la Tv. Il mondo greco (o il mondo greco – arcaico) resta per Pavese un riferimento, le cui radici hanno matrici ancora indelebili sia per ciò che concerne i processi artistici sia per una visione culturale d'assieme. Mi pare fondamentale una versione di comunanze di istanze in cui la cultura della tradizione è centralità pur in una diversità di esperienze epocali. La cultura grecanica è portatrice di modelli che hanno rimandi non solo in termini dialettologici ma anche storici. Ebbene, Cesare Pavese visse tra i grecanici e ad essi si interessò con grande meraviglia. Così sottolinea Pavese in una lettera alla sorella in data 27 dicembre 1927: “La gente di questi paesi è di un tratto e di una cortesia che hanno una sola spiegazione: qui una volta la civiltà era greca. Persino le donne che, a vedermi disteso in un campo come un morto, dcono ‘Este u’ confinatu’, lo fanno con una tale cadenza ellenica che io mi immagino di essere Ibico e sono bell’e contento”. Una bella immagine che ha antichi rimandi. Da qui l’amore profondo di Pavese per la grecità, che non è quella passione o quell’interesse scoperto sui libri ma è completamente vissuto sul luogo. Il luogo rappresenta un punto di contatto e si stabilisce così un legame geografico forte. Si legge ancora: “I colori della campagna sono greci. Rocce gialle o rosse, verdechiaro di fichindiani e agavi, rosa di leandri e gerani, a fasci dappertutto, nei campi e lungo la ferrata e colline spelacchiate brunoliva. Persino la cornamusa – il nefando strumento natalizio – ripete la voce tra di organo e di arpa che accompagnava gli ozi di Paride…”. Un’altra immagine che ha chiari matrici etniche. La grecità nei paesi grecanici della Calabria, quei paesi e quella cultura che si racchiudono in Brancaleone, trovano nella testimonianza di Pavese un filtro che è umano e culturale. Il suo vissuto è un vissuto nella geografia di una comunità recuperando quell’humus che si presentava con un sistema di valori che andavano dalla lingua alla tradizione. di Pierfranco Bruni
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Il paese di Brancaleone si sviluppa lungo la costa Ionica in spiagge di facile e libero accesso e dai diversi tipi di fondale: sabbioso, articolato da scogliere a fior d'acqua o occupato da praterie di Posidonia oceanica pianta protetta endemica del Mediterraneo indice di buona saluta delle acque dove si insedia una grande varietà faunistica.
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Centro Nazionale per il recupero delle Caretta caretta. Si trova al centro del paese di Brancaleone uno dei cinque Centri Tartanet per il recupero e cura delle tartarughe marine in Italia.
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L'antico borgo di Brancaleone superiore (280 m s.l.m.), risalente al VI-VII secolo, arroccato in cima ad una rupe, mostra i ruderi del suo castello, le abitazioni e la chiesa ristrutturata da poco dedicata alla Madonna dell’Annunziata. Nella zona più alta si trovano le grotte, alle quali si deve il nome antico Sperlonga (dal latino spelunca = grotta), che un tempo furono abitate da monaci, ordine dei Basiliani, che vivevano in chiese-grotte, ancora visibili. L'attività economica e culturale dei monaci basiliani e dei condottieri provenienti dall'oriente che li si rifugiarono, contribuì ad arricchire la civiltà locale di elementi culturali provenienti dal mondo greco-orientale che mi miscelò con il patrimonio grecanico dando vita a conventi e chiese di interesse storico artistico. A Brancaleone superiore nel 1300 fu eretto un castello fortificato per la difesa contro le incursioni dei Saraceni. Un originale castello medievale, non lontano da reperti archeologici sia della Magna Grecia e sia dell'epoca Romana. Accessibile solo da un lato fu, probabilmente, costruito dai Ruffo. L'accesso al castello era ubicato nel lato settentrionale e avveniva per mezzo di un ponte posto in adiacenza alla casa della famiglia Musitano che affaccia sulla piazza principale del paese: Piazza Vittorio Emanuele che, per questo motivo, era anche detta "Piazza del Ponte". Qui, nel sottosuolo si trova una grotta che era la vecchia prigione del Castello. Nel 1489 questo castello risulta inserito in quell'elenco che Alfonso D'Aragona riteneva di dover ampliare e risistemare per potenziare le difese del Regno. Nel XIV secolo Brancaleone fu feudo della famiglia Ruffo, e poi passo alla famiglia D'Aragona De Ayerbe, per essere venduto in fine alla famiglia degli Stayti, in onore dei quali fu intitolato l'altro centro vicino, Staiti appunto, che fu casale di Brancaleone. Dal 1674 fino al 1806 (anno in cui fu abolita la feudalità) fu sotto il dominio della famiglia Caraffa di Roccella. Nei pressi dell'antica chiesa sopravvive una chiesa rupestre, ricavata nel tufo, con al centro una colonna che rappresenta l'albero della vita. Accanto all'ingresso, resiste un altare, dotato di una croce, davanti a cui è in ossequio un pavone, adorante, tipico della simbologia orientale e specificatamente della cultura armena. Nella parte occidentale della cintura rocciosa che orla il borgo deserto, si apre un'altra grotta e sopra l'ingresso è graffita un'altra croce d'ispirazione armena. A Brancaleone altre grotte, sono presenti anche distanti dal centro abitato. Una tra le più interessanti è ubicata sempre a nord nella parte bassa della formazione rocciosa nei pressi della pista per i piani di Campolico. Questa grotta presenta tre croci graffite, delle quali una di stile diverso. Brancaleone Superiore fu lievemente danneggiata dal catastrofico terremoto del 1783 e da quello del 1908, più che altro a decretarne il declino fu agli del Novecento l'abbandono dei paesi collinari poco accessibili e non adatti ad una espansione dinamica e veloce.
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La chiesa di Tridetti, 5 km da Brancaleone, è dei primi tempi normanni, ma edificata sopra uno schema greco, perché destinata ad un culto greco, quale era praticato dai Basiliani. Il connubio dell'arco ogivale con quello a pieno centro, che occorre nel presbiterio di Santa Maria di Tridetti è una prova lampante della fusione delle due maniere bizantina e normanna.
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“Capo Bruzzano, spiaggia estesa ed incontaminata, incastonata da una splendida scogliera, caratterizzata da un vasto arenile costellato da fiori di mille colori e dal profumo intenso e dalle formazioni rocciose della scogliera curiosamente scolpite, nel corso dei secoli, dalle maree e dal vento”. Con questa motivazione la costa rocciosa di Capo Bruzzano, che si estende nel territorio del comune di Bianco, 8 km da Brancaleone, ha ricevuto (in data 21-22 luglio 2005) il premio da Legambiente come una delle undici spiagge più belle d’Italia.
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Il sito archeologico dell'antica Locri Epizefiri, 35 km da Brancaleone, è a pochi chilometri dal luogo in cui sorge la moderna Locri. Non è, però, il luogo nel quale i primi coloni greci sbarcarono. Essi, infatti, approdarono dapprima nella baia adiacente capo Zefirio (antica denominazione del promontorio, oggi chiamato capo Bruzzano, che deriva, come ci spiega Strabone, dalla sua caratteristica di proteggere la baia dallo Zefiro, il vento occidentale), per poi spostarsi, dopo alcuni anni, verso nord, dando luogo alla fondazione della città vera e propria sul colle Epopis.
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L'incantevole città di Gerace (30 km da Brancaleone) fa parte del Club "I BORGHI PIÙ BELLI D'ITALIA".
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I Bronzi di Riace sono una coppia di statue bronzee, di provenienza greca o magnogreca, databili al V secolo a.C. e pervenute in eccezionale stato di conservazione. Si trovano al Museo Nazionale della Magna Grecia di Reggio Calabria dove nel corso degli anni sono diventati uno dei simboli del museo e della città stessa.
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Reggio Calabria (60 km da Brancaleone) oltre a musei, palazzi antichi, bronzi di Riace, ha un panorama unico al Mondo, in cui lo Stretto di mare di soli 3 chilometri la separa da Messina e sullo sfondo è visibile l'Etna. Gabriele D'annunzio definì il lungomare: ...Il chilometro più bello d'Italia.
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La Cattolica di Stilo (80 km da Brancaleone) è un gioiello bizantino, IX secolo, l'intero paese si trova immerso in un tipico esempio di bosco delle Serre Calabresi (abeti bianchi e faggi).
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Pentedattilo (Pentedàktylos) è caratterizzata da cinque strani pinnacoli che formano una gigantesca mano di arenaria che sovrasta il borgo (320 m s.l.m.). Aggrappato al declivio di una rupe rossastra con straordinario effetto scenografico, è un labirinto di stradine, tetti, case di pietra e archi. Frazione di Melito Porto Salvo dista 37 km da Brancaleone.
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Altri paesini suggestivi da visitare siti tra le montagne dell'Aspromonte, molto vicini a Brancaleone, sono Palizzi sup., Pietrapennata, Staiti e Roccaforte del greco.
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L’Aspromonte, ad un passo dal cielo, affacciato sul mare. Selvaggio, a tratti inesplorato, l’Aspromonte affascina per le sue contraddizioni: una natura scontrosa che cela meraviglie inattese. Il Parco Nazionale d’Aspromonte è una vera e propria “riserva”, un luogo di relax totale per i visitatori, un’oasi verde per gli animali: la macchia fittissima di abeti, faggi e castagni è l’habitat ideale per molte specie in via d’estinzione. Gambarie è la sede del Parco, un luogo in cui è possibile trascorrere una fresca estate ed un piacevole inverno, tra natura, sport e divertimento. Gambarie si trova in vetta ai due mari Jonio e Tirreno, custode silenzioso di luoghi sacri e foreste incantate, di grotte misteriose e ripide cascate di acqua pura. Giunti nella località Tre Aie, si attraversa un lungo viale tra i boschi: la sosta alla “fontanella” è d’obbligo, per assaporare l’acqua leggera che proviene dalle più pure sorgenti della montagna. Simpatici chioschetti di prodotti tipici, confezionati artigianalmente dalle contadine del posto, si snocciolano lungo il percorso per arrivare al centro del paese. È un quadro di particolare effetto: con gli abiti tipici ed i classici “fazzoletti” in testa, le donnine vendono, orgogliose, ricotte, formaggi, salumi, insaccati e l’odorosissimo origano. La piazza di Gambarie è circondata da hotel e ristoranti, aperti in tutte le stagioni. La seggiovia permette di raggiungere in pochi minuti la vetta, che offre uno spettacolo magnifico: tra i monti si può scorgere il mare e l’Etna. La cima più alta è quella di Montalto, che tocca i 1956 m., dove si trova una Rosa dei Venti ed un monumento al Redentore eretto nel 1901. Escursionismo e trekking, sci e ippica: difficile annoiarsi. D’estate è possibile recarsi al vicino laghetto per la pesca delle trote; d’inverno la località diviene meta prediletta degli sciatori. Ma il fascino di questi luoghi non è legato esclusivamente alla naura: anche la storia vi ha lasciato un segno importante: a pochi chilometri dalla località Sant’Eufemia d’Aspromonte si trova il “Cippo Garibaldi”, dove l’eroe rimase ferito durante uno scontro con i piemontesi. Ancora oggi esiste il gigantesco pino cui Garibaldi si appoggiò dopo il ferimento. Nello stesso luogo, in un piccolo museo, si conservano oggetti e foto di epoca garibaldina. Da Gambarie si può raggiungere il luogo simbolo della religiosità e del folklore reggino: il Santuario di Maria di Polsi, in cui è possibile ritrovare l’atmosfera mistica che portò i monaci Greci a rifugiarsi tra queste montagne. Il centro più vicino a Polsi è San Luca, il paese che diede i natali ad uno dei massimi scrittori calabresi: Corrado Alvaro. La capacità di svelare liricamente la realtà umile e dolorosa della sua terra ne ha fatto uno degli autori calabresi più conosciuti nel mondo.
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