Recensioni Liliana Condemi

L I L I A N A  C O N D E M I

 

Estratti di Testi critici dei maestri

G. Andreani; G. Argelier; E. Argiroffi; M. Belgiovine; E. Bruni; G. Cerioli; R. Civello; P. Crupi; M. Festa; G. Giudice; M. Govoni; G. Incorpora; G. Latronico; P. Levi; M. Macrì; M. A. Mamone; G. Manitta; D. Marasà;

N. Micieli; C. Paolini; V. Papa; C. Puntorieri; B. Reale; L. Reghini di Pontremoli; P. Sanna; V. Scardamaglia; S. Sorvino; M. Sestito; L. Tallarico.

 

 

 

 

"Liliana Condemi ha la  dote di utilizzare la tavolozza con fare virtuoso, attraverso  simboli di arcana armonia, in un gioco continuo di rimandi, di contaminazioni di forme misteriose, che si attivano  in uno spazio inventato. Il percorso  porge allusioni di foglie, fiori, cuori, maschere, nastri leggeri, che si muovono come se fossero  sospesi nell’aria. Tramite questi elementi, l’artista costruisce metafore che paiono volere ripetere particolari della bellezza della natura, dei suoi colori, ma anche un mondo di forme oniriche. È autrice di visioni che hanno del prodigioso, come la composizione Primavera, di solare freschezza. Il nonsenso bizzarro, che nulla toglie alla poesia dell’immagine, ha certamente una matrice surrealista, che l’avvicina a certe tele di Salvador Dalì, come nel  dipinto Volami nel cuore, da cui si capta un acume coloristico di personale sapienza. Liliana Condemi trasferisce sulla tela un calcolato intrico di forme, che vivono di luce propria, come in Metafora. Di radici colte, la pittrice ama il senso della sfida, non ripete mai lo stesso quadro, narra la presenza del sogno tramite una scrittura che si forma grazie a una sapiente applicazione del colore"

(P. Levi)

 "Liliana Condemi dopo gli iniziali approcci figurali e paesaggistici - sviluppi degli studi accademici e dei primi impegni professionali - approfondisce il rapporto con la pittura privilegiando soprattutto l’analisi delle forme cromatiche. sintonizzata sulla tradizione iconografico-figurativa del naturalismo descrittivo letta per via di una tecnica pittorica molto prossima alle esperienze della grafica e del disegno, Liliana Condemi sta oggi lavorando attorno ad una produzione ideativa ed espressiva più matura, dove la visione realistica delle cose cede il passo ad un’interpretazione più libera di ciò che ci circonda: gli oggetti perdono consistenza materiale e diventano forme del colore, aggregati cromatici di uno spazio d’ambiente in cui predomina il libero gioco della fantasia"

(G. Andreani)

 "Alla maturità della visione si affianca una raffinatezza di elaborazione che si compiace di sperimentare colori acrilici e più tradizionali colori ad olio, tecniche a corpo, velature, l’uso dei pennelli, dei tamponi, in una ricerca di tecniche espressive comunque pudica, sempre finalizzata alla comunicazione di intensi valori umani"

(C. Paolini)

 "Sì la tecnica, la composizione e la fantasia, ma è prima di ogni altra cosa il colore che colpisce, affascina e coinvolge nella pittura di Liliana Condemi. la sua è una tavolozza ricca, vibrante, in grado, sempre da un lato di dare straordinario “spessore” alla rappresentazione pittorica, dall’altro di comunicare, insieme ai contenuti, mai banali e/o scontati, sensazioni ed emozioni uniche"

(P. Sanna)

 "Accostamento di colori che affascinano e danno la sensazione di una serie di “accordi musicali”. e’ il ritmo dinamico dei colori che dà significato alle forme. colori intensi, quasi smaltati, uno straordinario senso della luce. la pittura di Liliana Condemi richiama alla mente alcuni versi di ungaretti: “ogni colore si espande e si adagia negli altri colori…"

(E. Bruni)

 "Il segno e il colore diventano arcani richiami, echi, onde di meditazione psichica, in cui sentimenti ed immagini si fondono in un mirabile equilibrio, dove l’arte pittorica diventa esternatrice di irripetibili sensazioni"

(G. Giudice)

 "Sembra anche di avvertire, unitamente al divino odore dell’olio, un profumo strano. un quadro profumato… E’ un profumo d’altre galassie, un misto d’oriente e di spazi siderali, meraviglioso e sconvolgente. un altro aspetto è il movimento, una dinamica viva, come se una sorta di metamorfosi ne alimentasse continuamente il soffio, per cui tutte le volte che guardi la tela ti sembra quasi di vederla diversa e certamente di vederla “muoversi”"

(C. Puntorieri)

 "Si tratta di un processo di organizzazione mentale: perché è in quel campo che coglie la spazialità, la dimensione delle forme, la compattezza del colore, perciò mantiene alta la perfezione formale, come indicatore di lucida analisi conoscitiva. una razionalità che non comprime o limita la sua intuitività; si tratta anzi della capacità di recuperarla e conservarla, attraverso una rigorosa tecnica che punta oltre che all’essenzialità, alla linda geometria delle forme, alla purezza delle immagini che, seppur apparenze statiche, si offrono in modo inquietante e lasciano intravedere spazi profondi e più penetranti che portano senza dubbio a toccare l’interiorità umana dando stimolo a nuove immaginazioni"

(M. Macrì)

 "In tempi in cui sembra che l’Arte Moderna, dopo la “cravatta acrilica” di Domenico Gnoli, i bottoni e le medaglie di Enrico Baj, i buchi di Burri, la “merda d’artista” di Pietro Manzoni, lo “studio per latrine” di Valerio Adami in times square, i “tagli” di Fontana e i “pacchi incartati” di Cristo,  non potesse dire altro nell’arte, ecco che una giovane Pittrice venuta da Condofuri, rivela una strada nuova, quella che partendo dal quattrocento, sorvola gli “ismi”, e arriva ai nostri tempi"

(G. Incorpora)

 "La surrealtà delle opere si legge chiaramente per la scenografia immobile in cui le forme sembrano galleggiare come in un’atmosfera priva di gravità, mentre la magica velatura dei colori apre le porte ad una spirituale astrazione. l’atmosfera delle tele è simile all’attimo che precede l’evento per cui si percepisce il forte magnetismo proprio dell’universo che Liliana Condemi sembra riuscire a controllare entro i limiti della quadratura della tela quasi che lo stesso ci sia voluto entrare “costretto” dalle lusinghe di una “magica” pittura"

(M. A. Mamone)

 "Liliana Condemi si fa notare per la purezza delle sue scansioni formali: le sue “invenzioni” che pur nell’ottica di un ardito immaginario di referenti naturalistici, hanno una sostanza di luce che dà l’illusione di una demarcazione timbrica anche se qualsiasi dettaglio presenta, a ben guardare, una intensa  sottilissima scala cromatica"

(R. Civello)

 "Linde geometrie dell’animo, sinuose e morbide, imprigionano momenti esistenziali e cosmici, tramutando la sapienza tecnica in momenti lirici carichi di emozioni, cosicché la fatica dell’Artista appare un quieto e magico itinerario nel labirinto interiore, a tratti scoperto ed inondato dalla luce mediterranea radice e contenuto del modulo intuitivo di chi si propone in questo “sognato” viaggio nell’impossibile. così serenamente intrapreso e poeticamente in evoluzione"

(M. Festa)

 "Una pittura che oltrepassa il confine onirico, creata con delicata armonia in un susseguirsi di emozioni. E' la visione metafisica degli spazi illimitati, dagli accostamenti cromatici profondamente persuasivi"

(M. Belgiovine, G. Argelier)

 "Nelle sue opere meravigliose, c'è sempre un alternarsi di ideologie, che lei usa a suo piacere, padrona com'è della tecnica del disegno, della pittura, del colore, dell'arte. La pittrice Liliana Condemi, nel pur complesso universo artistico del nostro tempo, per lei c'è ancora posto"

(R. Lana)

 "Pittura incantata e perciò incantevole"

(A. Cambria)

 "Così operando, l’artista supera il limite delle avanguardie per assurgere ad una propria concezione pittorica. In Liliana Condemi la pittura va oltre la rappresentazione dell’oggetto, cioè per parafrasare Kandinskij sono gli oggetti stessi che nascono dalla pittura. un contatto col mondo che sa di primigenio e che nell’espressione tonale segue un susseguirsi di contrazione e dilatazione, rispettivamente, di tinte calde e di tinte fredde. questa l’atmosfera astratta della sua pittura, ma a ciò si aggiunge l’aura misteriosa del surrealismo, “il pensiero in immagini” per dirla con Magritte"

(G. Manitta)

 "Un viaggio in un mondo muto, metafisico, incrociato di riflessi, contorsioni di segno, “spezzettamenti musivi” ed esplosioni di carattere, sembra essere prerogativa importantissima per la Pittrice, che ci guida per mano tra panneggiature frastagliate ma morbide e mondi in equilibrio costante tra eccezioni del possibile e mutamenti dell’irreale"

(M. Govoni)

 "L’Artista non conosce la durezza dello scoglio ma piuttosto la leggerezza di un’onda che è sospesa, radente il filo del mare; la pittura di liliana si apre al mondo, dialogando con le sue contraddizioni, rassicurandolo. lontana da remore citazionistiche, la pittura della Condemi procede dritta per la sua strada nella certezza del non essere fraintesa, salda nei suoi principi formali. come dire che nel caso di quest’artista nulla appartiene al caso o alla scelta estetica futile nella convinzione che attraverso la pratica della leggerezza si possano raccontare le pesantezze e le contraddizioni del mondo"

(L. Reghini di Pontremoli)

 "L’ artista mostra di prediligere, attraverso l’esplosione dei colori come suoni, la rispondenza alla pittura delle categorie emozionali che di solito sono collegate alla musica. Del resto dopo gli esempi sorprendenti raggiunti dalle avanguardie artistiche, musicali e poetiche (Kandinskij e Schoenberg, Moreau e Debussy, Balla e Strawinsky, Boccioni e Busoni, Klee e Morgenstern), l’artista calabrese non ritiene estranea, per la pittura, l’assimilazione delle forme “altre”, animate, aniconiche, asemantiche, mosse da un ritmo sonoro e da una tonalità timbrica, in piena consonanza con la musica. Il richiamo storico-scientifico ci aiuta a comprendere i motivi per cui Liliana Condemi, un’artista attenta ai valori scompositivi e lirici, abbia recepito, in autonomia espressiva, l’idea di rendere visibili i moti dell’animo. in quanto mossi dal rapporto interno-esterno, ossia dalla ricerca dell’equilibrio, non solo ricettivo della luce-spazio, ma trasmissivo delle sensazioni, azionate dalle voci di dentro. Infatti le immagini geometriche, concave e convesse della Condemi, perdono la loro significazione razionale attraverso l’esplosione di quel colore fresco e luminoso, spesso dotato di timbri rosati e aranciati e che  richiamano le forme della natura, fiorite in un prato virtuale e che ha la dimensione infinita dello spazio. Uno spazio non immobile, perché abitato da luci e voci che ne movimentano l’ampiezza, rendendo festante e vibrante -non illusionistica- l’ atmosfera dell’ambiente metaforico. In questa sinestesia di suoni-colori, l’artista calabrese conferma che il segno grafico, che delimita le forme geometriche e che agisce come medium di interno-esterno, è diventato un motivo stilistico in grado di interpretare pittoricamente la realtà e, nel contempo, amalgamare alla visibile dinamicità plastica delle forme i percettibili valori musicali e sensoriali, tonali e decorativi delle sue forme"

(L. Tallarico)

Quello della Condemi è un universo parallelo, in cui le forme sono morbide, le linee fluttuanti, gli oggetti non essenziali, interpretabili. Le fasce di colori si annodano, le strisce sottili diventano spirali, i rettangoli di carta si mutano in fiori e le sfere diventano protagoniste sull’infinito. Curve che trasformano ogni contesto e lo avvolgono di morbidezza, spiragli di luce nell’incanto della non materia. Rivestimento onirico di un immaginario fertile, a tratti surreale, l’artista ha composto scenari metafisici per approdare ad un totale paesaggio mentale, in cui si perde l’essenza delle forme per ricostruire la globalità di un mondo interiore, dinamico, sereno, ludico, a tratti sovrapposto negli elementi primordiali. In ogni opera esiste un fondamentale equilibrio di linee e colori, in un’astrazione che diventa armonia di toni, un microcosmo di aperture su uno spazio virtuale. Si giunge alla composizione di innumerevoli quadri nel quadro, di straordinarie storie di onde che si intrecciano e di cieli che si svelano. Si rimane coinvolti nel gioco di una seduzione armoniosa, colma di slanci vitali e di influssi positivi. Uno spazio senza memoria, un tempo senza strappi laceranti. Non è una pittura consolatoria, semmai è assenza di conflitto, accumulo di sostanza, sviluppo di forza vitale, un percorso di realizzazione interiore.

(B. Reale)

La ricerca di Liliana Condemi è stata dunque di fase in fase conseguente e a suo modo progettuale, nella misura di una sensibilità che si è lasciata governare al fine formatore, ma non inibire, sul piano espressivo, dal principio dell’ordine, ovvero la misura ritmica e la cadenza delle linee che scandiscono le forme e le designano.

(N. Micieli)

 "Insomma, una pittura che non solo piace, vince e convince a prima vista, ma come dire? Penetra, fa pensare, alimenta i sogni e resta dentro. E, in tempi in cui anche l’arte, per attrarre e “passare”, ha bisogno troppo spesso di ogni sorta di alchimie promozionali e pubblicitarie, non è davvero poco"

 (P. Sanna)

                                                                                                                                                                                                               

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