Poesia Luciano Cinanni

 

L I L I A N A  C O N D E M I

 

 

 

"All'incantevole percezione del fiabesco Mondo ritratto nei dipinti, alla sensibile armonia delle forme e alla gioia trasmessa dai colori".

 

 

IL TEMPO

 

Cade nello stagno una lacrima rocciosa.

 Le onde puntuali abbracciano ogni momento,

Ricalcano i colori

Schivando le ombre.

Attraversano gli strati:

Dalla superficie

 Raggiante di vita,

Al fondo

Riposo o prigione di pellicole sbiadite.

E’ tempo che un turbine spezzi la bonaccia,

Portando ossigeno dove non vi è più.

 

 

 

Pubblicata nelle Antologie Poetiche: “Navigando nelle Parole Vol. 18” Edizioni Il Filo, Roma - Marzo 2005; “Una poesia per emergere - Il Tempo -” Giulio Perrone Editore S.r.l., Roma - Gennaio 2006; “La Parola Sensuale”, Stampalibri.it, a cura di Ivana Federici, Macerata - Novembre 2007.

 

 

 

BUFFA

 

I pensieri vibrano eccitati,

Si accavallano senza fiato,

Come formiche tra zollette di zucchero.

 

Statue prone, celebrano Venere,

Rassegnate alla sconfitta di un’impotente lingua

Vogliosa e incapace d’esprimere l’insieme ribollente d’emozioni e ritmi.

 

Non resta che

Gioire dell’inutile neuronica opposizione

All’esplosiva buffa passione.

 

 

 

 

 

Pubblicata nell'Antologia Poetica: “La Parola Sensuale”, Stampalibri.it, a cura di Ivana Federici, Macerata - Novembre 2007.

 

 

 

AMICO

 

L’amico è

Chi critica il tuo operato senza l’onta dell’inquisizione.

Chi presenta i tuoi titoli con enfasi e te con amore.

Chi ha mancato qualche tua festa, ma mai nessun tuo bisogno.

Chi, spezzando le tue remore, libera la tua capacità

Piuttosto che ispessire il guscio dove rintanarti.

Chi non tradisce, non per timore, per onorare il legame.

 

Chi quando scivoli afferra la tua mano,

Non come un passante ad un anziano o come un devoto timoroso,

Come i padri della democrazia stringevano la bandiera del loro sacrificio.

 

 

Terza classificata, categoria "Amico", nella Sedicesima Edizione del Festival Nazionale di Poesia "Alba Jonica" Brancaleone - Marzo 2010

 

 

 

NOTE DI VIOLINO

 

Posso ascoltare il tuo abbraccio,

E’ lirica monodica, è note inebrianti di violino.

Note sospese:

Tra la fisicità delle corde sfregate dall’archetto

E l’inconsistenza dell’aria che le porta con sé.

 

Posso, misurando il peso del tuo sguardo:

Non oltrepassare la linea gialla del buon senso,

Non farmi distrarre dalle persone d’aria,

Correre senza trepidazione.

 

Posso trasformare la sensualità della tua voce:

Nella serenità delle mie decisioni,

Nella pacatezza dei miei gesti,

Nell’estasi al cospetto d'ogni forma d’amore.

 

Pubblicata nell'Antologia Poetica: “La Parola Sensuale”, Stampalibri.it, a cura di Ivana Federici, Macerata - Novembre 2007; Antologia "Piero Cervetti" Edizioni della Mirandola - 2008.

 

 

DISCO VOLANTE

 

Se potessi ingabbiare queste ore,

In una tela che sa di gelsomino,

Dipingerei il tramonto

Riflesso in un mare vanitoso,

E le ombre di due aquiloni

Che fluttuano veloci

Tra lo scintillio dorato di polline in volo.

 

Se potessi ingabbiare queste ore

Mi nutrirei della loro leggerezza,

Scriverei sull’alienazione amorosa,

Nel tempo doserei il carico

Di invincibile debolezza.

 

 Pubblicata nell'Antologia Poetica: “Tempo” Giulio Perrone Editore S.r.l., Roma - Aprile 2008

 

 

 

MADRE

 

 Davanti una tela di un bianco disarmante,

Si rinnova l’innata simbiosi tra l’artista ed i colori.

I colori sembrano unirsi con religiosa ammirazione

Verso quelle forme vive, pacate o impetuose.

E quel bianco che diviene perfetto rifugio o alloggio fiabesco.

Niente schemi, regole da seguire o percorsi delineati.

Al chiudere dell’uscio,

L'isolamento "nell'atelier del divenire",

Lì ritrova i colori a far da tramite verso il Mondo ad ella congeniale.

Ecco il mare, le nuvole, il sole

I soli punti cardine di una incerta esistenza

E le spigolose o morbide figure, espressione visibile di celate emozioni.

 

Caldi colori di velati panneggi

Posti accanto a volti di Dee senza tempo,

Ma così reali,

Da portare la mente tra profumi e sapori di notti d’amore.

 

Geniale in “Danza”, intrattiene con note ribelli e avvolgenti melodie.

L’assenza di gravità, che proietta lo spettatore dentro la tela,

Farebbe felice Icaro,

Che senza bisogno di cerose ali, sospeso,

Si cullerebbe abbracciando figure e immergendosi in colori

A cui la natura non ha ancora pensato.

 

 

 

GENTE 

 

A chi non si è mai sporto oltre la bolla della superficialità.

A chi giudica senza aver giudizio.

A chi per abitudine discrimina chi non gli somiglia.

A chi non si preoccupa della propria banalità,

Ma dei lucenti averi.

 

A chi cerca di dominare la propria metà,

Perché impotente nel domare i propri istinti.

 

A chi in un campo rigoglioso sradica il raccolto,

Credendo gli altri incapaci o meno furbi.

 

A chi assapora la musica di conchiglie trascinate dalla risacca

O i religiosi colori della montagna

E non annota le distanze.

 

A chi non si lascia andare ad un sorriso

Perché teme sia una debolezza.

 

 

 

AL TUO SALUTO

 

Pacato Nonno, appena sposo e prossimo acerbo padre,

Grande abbastanza per viaggi mai programmati

Verso luoghi uditi in racconti lontani,

Tronfio di proclami urlati da una radio stridula.

 

Sprovvisto di tutto, tranne di valori,

Fiero di servire non questo o quel padrone,

Ma un ideale,

Non odio, ma convinzione in un credo,

Anni di sangue e prigionia.

 

Solo ora comprendo il tuo rientro silenzioso,

Il non condividere con i tuoi cari il peso di quegli anni.

 

Sorseggi il solito tè accanto al grammofono impolverato,

La tua antica signorilità e vocazione al prossimo.

Il soffrire senza mai versare una lacrima

Alcun lamento ceduto neppure al grande male.

 

La tua meraviglia d’animo

Nel donare a noi

 La serenità del tuo sorriso

E la profondità rassicurante del tuo sguardo. 

“Salutami i Bimbi”,

Costretto dal tempo fuggevole,

Così hai sintetizzato il tuo semplice, grande amore".

 

by Luciano Cinanni

 

Critica del Comitato di lettura "Edizioni Il Filo"    

 

Poesie tratte da "Alchimia", in press, Copyright © 2007-2010,  contatta l'autore: 

 

 

 

Poesie frutto della sensibilità di grandi Autori:

Kipling, Neruda, Merini, Baudelaire, Prévert, Saba, Luzi, Delfini

 

 

IF

Se saprai mantenerti calmo quando tutti intorno a te perderanno la testa e te ne incolperanno;

Se crederai in te stesso quando tutti dubiteranno, ma saprai comprendere il loro dubbio e subito dissiparlo;

Se saprai aspettare senza stancarti nell’attesa;

Se calunniato non calunnierai, se odiato non odierai;

Se saprai sognare e non fare dei sogni i tuoi padroni;

Se saprai pensare e non fare del pensiero il tuo unico scopo;

Se saprai sopportare di sentire che quanto hai detto di giusto venga alterato per combatterti e nuocerti;

Se saprai assistere alla distruzione di ciò per cui hai dato la vita e chino saprai ricominciare;

Se saprai costringere cuore, tendini e nervi a servire la tua volontà quando siano sfiniti;

Se saprai parlare con la gente e restare semplice o passeggiare con i re e conservarti modesto;

Se ne avversari ne amici avranno il potere di offenderti;

Se ogni uomo avrà per te valore ma nessuno conterà troppo;

Se saprai fare tutto questo tuo sarà il Mondo e quanto esso contiene e quel che più importa

Tu sarai finalmente un uomo, figlio mio.

by Joseph Rudyard Kipling (1865-1936) 

 

 

 

 

LENTAMENTE MUORE

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,

chi non cambia la marca, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione,

chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,

quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro,

chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un sogno,

chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica,

chi non trova grazia in se stesso.

Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare;

chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,

chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,

chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.

Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.

by Pablo Neruda (1904-1973) 

 

 

 

 

AI GIOVANI

Bella ridente e giovane
con il tuo ventre scoperto,
e una medaglia d'oro
sull'ombelico,
mi dici che fai l'amore ogni giorno
e sei felice e io penso che il tuo ventre
è vergine mentre il mio
è un groviglio di vipere
che voi chiamate poesia
ed è soltanto tutto l'amore
che non ho avuto
vedendoti io ho maledetto
la sorte di essere un poeta.

by  Alda Merini (1931)

 

 

LA MUSICA

Spesso è un mare, la musica, che mi prende ogni senso!

A un bianco astro fedele,

sotto un tetto di brume o nell’etere immenso,

io disciolgo le vele.

Gonfi come una tela i polmoni di vento,

varco su creste d’onde,

e col petto in avanti sui vortici m’avvento

che il buio mi nasconde.

D’un veliero in travaglio la passione mi vibra

in ogni intima fibra;

danzo col vento amico o col pazzo ciclone

sull’infinito gorgo.

Altre volte bonaccia, grande specchio ove scorgo la mia disperazione.

by Charles Baudelaire (1821-1867)

 

 

 

PARIS AT NIGHT

Tre fiammiferi di fila accesi nella notte

il primo per vedere tutto il tuo viso

il secondo per vedere i tuoi occhi

il terzo per vedere la tua bocca

e l'oscurità intera per ricordare tutto questo

mentre ti stringo tra le braccia.

by Jacques Prévert (1900-1977)

 

 

 

AMAI

Amai trite parole che non uno osava.

M’incantò la rima fiore amore,

la più antica difficile del mondo.

Amai la verità che giace al fondo

quasi un sogno obliato, che il dolore riscopre amica.

Con paura il cuore le si accosta,

che più non l’abbandona.

Amo te che mi ascolti e la mia buona carta

lasciata al fine del mio gioco.

by Umberto Saba (1883-1957)

 

 

 

DOVE L’OMBRA

Dove l’ombra procede e le strade ristanno

tra i fiori, ricordarmi le parole

e le grida dell’uomo è forse un inganno.

Ma sempre sotto il cielo consueto

ritrovo le mie tracce, il mio sole

e gli alberi remoti dal tempo

fissi dietro le svolte. E sempre,

ancor che mi sia noto il dolce segreto,

sulla polvere quieta, tra le aiuole,

m’indugio ad aspettare che sporga

un viso inenarrabile del sole.

by Mario Luzi (1914-2005)

 

 

 

 

Negli anni ’50 Delfini scriveva:

...Io per me non so più cosa dire. So soltanto una cosa, che senza te non ci sarà per me un secondo tempo degno di essere vissuto. Desidero due amanti: la prima sei tu; e se tu non vuoi essere la mia amante, bene: ho sempre un’altra a disposizione bella, bella, bella. Questa è la morte. Bisogna essere chiari. Ti aspetto e ti aspetterò sempre se avrò vita. Ora tu, se puoi farlo, se non stai male come tu dici… e se vedermi ti potrebbe non fare stare peggio, ebbene cerca di alleviare le mie sofferenze, la mia solitudine, la mia inettitudine che ora è assoluta, facendomi sentire la tua voce, vedere i tuoi occhi….

(Nel ’59 l'amata lo abbandona) Poesie della fine del Mondo:

...Mi dispiace molto che tu fossi matta, perché non potrei più dirti sozza e immonda come davvero sei e del resto rimarresti, anche in galera in miseria o al manicomio. Se tu ti ammalassi e tu chiedessi pietà: che orrore dovertela concedere, che orrore! Non ti ammalare, ti prego, non ti rinsavire, non diventare santa, non ti riscattare! Sarebbe veramente schifoso doverti perdonare. La mia vendetta che domando per te è questa: come adesso sei e fosti, stronza resta.

by Antonio Delfini (1907-1963)

 

 

 

 

 

" Non è difficile governare gli Italiani, è inutile! "  (B. Mussolini) (...Il voto non è inutile!)

 

" L'intelletto è un confidente della volontà, ma non un confidente al quale si racconta tutto " (A. Schopenhauer)

 

" Far poesie è come far l'amore: non si saprà mai se la propria gioia è condivisa " (C. Pavese)

 

" Il più sublime lavoro della poesia è alle cose insensate dare senso e passione "  (G. Vico)

 

" Due cose sono infinite: l'universo e la stupidità umana, ma riguardo all'universo ho ancora dei dubbi " (A. Einstein)

 

" Non è necessario sperare per intraprendere né ottenere successi per perseverare " (G. Il Taciturno)

 

" Sarai un uomo onesto e giusto, se il tuo agire non ti procurerà mai alcuna vergogna " (L. Cinanni)

 

 

 

I testi e le immagini presenti in questa pagina sono tratti dalla Documentazione Personale di Luciano Cinanni, protetti da Copyright © 2007-2010